domenica 19 gennaio 2014

CAGNETTA SALVA I PROPRIETARI DA UN INCENDIO IN CASA, MA POI MUORE PER I FUMI

E' morta per salvare la vita ai suoi proprietari. Briciola, una pinscher coraggiosa, ha abbaiato e ha svegliato la famiglia che l'aveva adottata, padre, madre e bimbo di tre anni, durante un incendio divampato nella loro casa nella notte. L'episodio - riportato da "Libero" - è accaduto a Boffalora, nell'alto milanese, martedì scorso poco dopo le 23. I proprietari stavano dormendo, mentre in cucina un rogo - provocato da un corto circuito in uno degli elettrodomestici - stava divorando ogni cosa. Briciola, aiutata dall'altro cagnolino della casa, il chihuahua Pepe, ha guaito così tanto che il marito e la moglie si sono svegliati, sono riusciti a mettere in salvo il bimbo, a scappare e a chiamare i soccorsi. I vigili del fuoco di Magenta e Legnano hanno segnalato l'importanza dei due cani. Intanto, la famiglia è stata portata al pronto soccorso. Resta il fatto, purtroppo, che la piccola Briciola non ce l'ha fatta ed è morta forse a causa delle esalazioni.

venerdì 17 gennaio 2014

OGGI 17 GENNAIO, SANT'ANTONIO ABATE, PROTETTORE DEGLI ANIMALI DOMESTICI

Sant' Antonio abate, detto anche sant'Antonio il Grande, sant'Antonio d'Egitto, sant'Antonio del Fuoco, sant'Antonio del Deserto, sant'Antonio l'Anacoreta (Qumans, 251 circa – deserto della Tebaide, 17 gennaio 357), fu un eremita egiziano, considerato il fondatore del monachesimo cristiano e il primo degli abati.
A lui si deve la costituzione in forma permanente di famiglie di monaci che sotto la guida di un padre spirituale, abbà, si consacrarono al servizio di Dio. La sua vita è stata tramandata dal suo discepolo Atanasio di Alessandria. È ricordato nel Calendario dei santi della Chiesa cattolica e da quello luterano il 17 gennaio, ma la Chiesa copta lo festeggia il 31 gennaio che corrisponde, nel loro calendario, al 22 del mese di Tuba.
Sant'Antonio è considerato anche il protettore degli animali domestici, tanto da essere solitamente raffigurato con accanto un maiale che reca al collo una campanella. Il 17 gennaio tradizionalmente la Chiesa benedice gli animali e le stalle ponendoli sotto la protezione del santo.
La tradizione di benedire gli animali (in particolare i maiali) non è legata direttamente a sant'Antonio: nasce nel Medioevo in terra tedesca, quando era consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale da destinare all'ospedale, dove prestavano il loro servizio i monaci di sant'Antonio.
A partire dall'XI secolo gli abitanti delle città si lamentavano della presenza di maiali che pascolavano liberamente nelle vie e i Comuni s'incaricarono allora di vietarne la circolazione ma fatta sempre salva l'integrità fisica dei suini «di proprietà degli Antoniani, che ne ricavavano cibo per i malati (si capirà poi che per guarire bastava mangiare carne anziché segale), balsami per le piaghe, nonché sostentamento economico. Maiali, dunque, che via via acquisiscono un'aura di sacralità e guai a chi dovesse rubarne uno, perché Antonio si sarebbe vendicato colpendo con la malattia, anziché guarirla.»
Secondo una leggenda del Veneto (dove viene chiamato San Bovo o San Bò, da non confondere con l'omonimo santo), la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. Durante questo evento i contadini si tenevano lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare era segno di cattivo auspicio.

sabato 11 gennaio 2014


PREGHIERA AD UN CARO AMICO VOLATO SUL PONTE

Abbiamo camminato per vie terrene insieme
per molti giorni, ma mai abbastanza a lungo.
Ora sono qui, amico, a salutarti
dopo un viaggio che non può avere fine.

Posso vedere il tuo occhio quando vedo il sole,
e sentire il tuo respiro quando il vento soffia su di me.
Ricorderò il tuo amore quando la luna è luminosa
e ti sono vicino con il mio cuore e la mia mente.

Ora, passa attraverso i cancelli, oltre quel ponte dell'arcobaleno,
e va con il cuore fedele e gioioso:
la mia voce va con te, attraverso quella porta aperta,
per raccontare agli Spiriti del tuo amore e delle tue gesta.

Ti saluteranno e ti terranno al sicuro oltre
quel tranquillo velo di nebbia e luce interiore.
Ci rivedremo un giorno, mio caro amico,
e tu mi guiderai su questa strada senza fine.
Proteggimi fino a quando c'incontreremo di nuovo.

- by Rev. Michael J. Dangler -

(testo tradotto dall'inglese)

martedì 7 gennaio 2014

IL LUTTO NEI GATTI

(La tomba di Pallino)
La scomparsa di Pallino, con cui ho condiviso oltre dodici anni di vita, mi ha lasciato molto male, non c'è che dire. Ma al contempo un'altra domanda sorgeva spontanea: come avrebbe reagito Silvestro? Anche lui aveva condiviso tutta la sua vita con Pallino. Ed ecco che nella magic box di internet, ho trovato questo interessante articolo. 
Molto spesso viene dedicata poca attenzione all'argomento del lutto nei gatti, soprattutto perchè questi sono considerati degli animali indipendenti che conservano molto della loro natura "selvaggia". Effetivamente, però, si osservano dei cambiamenti nel comportamento del gatto dopo la perdita di un suo simile, e qualche volta è difficile comprendere tale atteggiamento.
Quando gli animali sono strettamente legati è molto probabile che siano sconvolti dalla perdita del loro compagno. Perfino i gatti che lottano continuamente possono deprimersi per la perdita di un compagno nemico. Anche se nessuno può capire se un gatto comprenda la morte, sicuramente si può affermare che essi avvertono la mancanza di un loro compagno e che qualcosa è cambiato. Inoltre, in aggiunta a tale confusione, il proprietario potrebbe trasmettere al proprio gatto il dolore per la perdita dell'animale domestico.

 Segni di lutto

In realtà non esiste alcun modo di prevedere come si comporterà un gatto quando perde un compagno. Alcuni gatti sembrano completamente indifferenti, e addirittura alcuni sembrano felici quando il loro compagno di casa scompare. Altri possono smettere di mangiare e perdere interesse per quello che li circonda, diventando apatici e meno attivi, sembrando depressi. Alcuni gatti subiscono dei cambiamenti nella personalità o nel comportamento quando perdono il compagno.
Anche se non si sono svolte delle ricerche approfondite sul tema del lutto felino, un sondaggio dell' American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Società Americana per la Prevenzione della Violenza sugli Animali) ha rilevato che i gatti mangiavano meno, dormivano di più e diventavano più lamentosi dopo la morte di un compagno. Il dato più incoraggiante dimostra come nelle 160 famiglie osservate, tutti gli animali che avevano perso un compagno ritornavano a un comportamento normale nel giro di sei mesi.

 Come li possiamo aiutare?

Ci sono un paio di cose da fare per aiutare il tuo gatto a superare una perdita. Rendere minimi i cambiamenti dà al gatto il tempo di capire e accettare la perdita del compagno. Alcuni cambiamenti nell'ora del pasto o più semplicemente uno spostamento di oggetti che lo circondano possono essere causa di ulteriore stress. Un gatto in lutto può rifiutare il cibo. Questo comportamento non deve essere sottovalutato perchè un gatto che rifiuta il cibo per diversi giorni potrebbe contrarre una malattia epatica potenzialmente mortale chiamata lipidosi epatica. Incoraggia il gatto a mangiare un po' di cibo caldo o aggiungi acqua, sugo di carne o cose simili. Siediti con il tuo gatto durante i pasti per infondergli sicurezza. Non cercare di cambiare la dieta per stimolare l'appetito perchè potrebbe causargli dei problemi di digestione. Se il gatto non mangia per tre giorni consecutivi chiedi consiglio al veterinario.

 C'è bisogno di tempo 

Passa più tempo con il tuo gatto, accarezzandolo e giocando con lui. Questo gli darà una sensazione positiva su qualsiasi cambiamento sia potuto accadere nel suo ambiente. Non cercare di rimpiazzare immediatamente il gatto scomparso. Poichè il gatto che è rimasto solo potrebbe sentire a lungo la mancanza del suo compagno, è improbabile che accetti uno sconosciuto quando non ha ancora superato la perdita. Un nuovo gatto in questa fase sarebbe semplicemente fonte di altro stress. Come in molte specie animali, il tempo impiegato ad annusare e a strofinare il muso sul corpo del compagno morto, potrebbe far parte del processo di elaborazione del lutto. Quindi può essere di aiuto portare il corpo a casa dopo l'eutanasia piuttosto che cremarlo dal veterinario. Ogni volta che si verificano dei drammatici cambi nel comportamento, il gatto deve essere visitato da un veterinario per ogni problema fisico. Per un problema comportamentale irrisolto si può consultare un etologo. Aiuto per animali scomparsi Aiutarlo a superare il dolore può essere particolarmente difficile se anche tu nello stesso momento stai soffrendo per la perdita del tuo gatto. A volte può aiutare condividere le proprie sensazioni con qualcuno che ha già superato il dolore per la perdita di un animale domestico. 

(da http://www.hillspet.it)

venerdì 3 gennaio 2014

PERCHE' AMARE GLI ANIMALI - MADRE TERESA DI CALCUTTA

Perché amare gli animali?

Perché ti danno tutto, senza chiedere niente.
Perché contro il potere dell'uomo con le armi sono indifesi.
Perché sono eterni bambini.
Perché non conoscono il denaro e si consolano solamente con un posto dove rifu...giarsi dal freddo.
Perché si fanno capire senza proferire parola.
Perché non conoscono invidia nè il rancore
Perché il perdono è ancora naturale in loro.
Perché sanno amare con lealtà e fedeltà.
Perché vivono semza avere una lussuosa dimora.
Perché non comprano l'amore, semplicemente lo aspettano 
Perché sono nostri compagni, eterni amici che niente potrà separare.
Perché sono vivi.
Per questo e altre mille cose meritano il nostro amore.
Se impariamo ad amarli come meritano, saremmo molto vicini a Dio.

- Madre Teresa di Calcutta -

PRIMA E DOPO LE FESTE....


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