lunedì 30 aprile 2018

UNA STRANA ESTATE....


Chi di noi, lo scorso 13 novembre, nei minuti immediatamente successivi all'eliminazione dell'Italia dai mondiali di calcio di Russia 2018, ha esclamato tra se e se: "e questa estate cosa farò?".
I giorni sul calendario scorrono velocemente e così i mesi, l’inverno sembra solo un ricordo e il caldo anomalo di questo fine aprile, ci lancia verso l’estate. Ma quella 2018, sarà un’estate “anomala”, no non parlo dal punto di vista delle temperature, anche se il calendario delle cipolle prevede caldo, ma dal punto di vista calcistico, sarà sicuramente per noi italiani un’estate quanto meno diversa, visto che ai mondiali di Russia, come detto non sarà presente la nazionale Italiana. E per noi tifosi di calcio che quando gioca la Nazionale ci ritroviamo uniti, gonfiando il petto orgogliosamente quando sentiamo suonare l’inno di Mameli, il mondiale di calcio era un appuntamento ormai rituale ogni quattro anni, intorno al quale costruivamo la nostra estate. La nazionale fuori dal mondiale di calcio per noi italiani è come se dovessimo rinunciare alla pastasciutta a pranzo, oppure il giorno di pasquetta non facessimo la gita fuori porta  o Pasqua senza l’uovo di cioccolata…. 
Che dire? Una tragedia, compiutasi in un giorno di metà novembre, era il 13 e non sicuramente per buona ricordanza come dicevano i nostri avi. In un attimo prendevamo consapevolezza che in questa circostanza a scendere in campo non era stata la storia o il blasone e la Svezia (modesta) ci aveva beffato all’ultimo miglio… Il nostro spirito italico del “tanto ce la caviamo”, questa volta non aveva funzionato e dopo tanti anni (sessanta per la precisione) l’Italia era fuori dal mondiale, noi che ci siamo sempre ritenuti la patria del pallone. Sarà il mondiale degli altri, noi ce lo vedremo comodamente in tv su Canale 5. Per me e la mia generazione, ma anche per altre, troppe “notti magiche” abbiamo vissuto a cominciare da quando si era piccoli con le immagini di Messico ’70, poi con l’epoca di fine anni ’70 e inizio anni ’80, con il fantastico titolo a Spagna 1982, fino al recente (si fa per dire, sono passati comunque dodici anni) trionfo in Germania nel 2006.
Certamente il calcio italiano, sta vivendo un periodo di decadimento come dimostrano le figure non proprio edificanti patite dalla Nazionale, nelle due ultime competizioni iridate in Sudafrica e in Brasile, uscita appena al primo turno, ma anche le fatiche fatte con nazionali "minori" patite nelle ultime qualificazioni, che una volta avremmo fatto a fette. 
Forse è il caso di dirlo, il calcio italiano ha perso di vista il pallone. La nazionale è lo specchio del movimento £pallonaro" italiano, e non solo sportivo. Sui campi, così come in altri campi, come ad esempio la politica, manca il talento delle nuove generazioni, frutto di un percorso che si costruisce in anni e anni, grazie anche all’organizzazione. Si guardi alla Spagna, che da quando si è data un’organizzata ha saputo rendere vincente lo smisurato talento dei suoi giocatori, ma ultimamente anche il Belgio e la Svizzera si sono affacciati alla finestra del calcio che conta. 
I giovani nostrani faticano sempre di più a trovare spazio nelle squadre infarcite di stranieri, alcuni dei quali non valgono che un piede dei nostri talenti, e gli allenatori sono timorosi di schierarli, in quanto, il calcio è diventato affari, merchandising e quello che conta è solo vincere. Ma se i giovani di talento non sono mai messi alla prova, difficilmente potranno crescere, anche nella personalità e nella leadership. Però forse, dovremmo imparare qualcosa dalla vicina Svizzera. Infatti, i rossocrociati eredi di Guglielmo Tell, ai mondiali di Svizzera ci andranno. Nello spareggio decisivo su quattordici giocatori schierati, nove erano stranieri (anche l’allenatore lo è), delle nazionalità più disparate, Nigeria, Macedonia, Cile, Kosovo, Congo, Camerun. E non dimentichiamo che la Svizzera (e noi italiani qualcosa ne dovremmo sapere) è uno dei paesi storicamente più ostili all’immigrazione come dimostrano i ripetuti referendum a sfondo xenofobo, due dei quali negli anni ’60 e ’70 contro gli immigrati italiani. Ma la stessa Francia, la Germania, l’Inghilterra e l’Olanda di qualche anno fa hanno costruito le loro fortune su giocatori le cui origini non erano propriamente autoctone. Dunque visti i precedenti mondiali, in Russia se non altro non andremo a fare altre brutte figure. Si riuscirà a trasformare questa ennesima debacle del calcio azzurro, in occasione di riscatto? Certamente la fiammella di questa speranza è ancora flebile. Ma forse il bello del calcio e dello sport in genere, che è metafora della vita è che comunque c'è sempre una nuova partita per rialzarsi e tornare a vincere. Perché, non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi sempre....

IL TERREMOTO VIEN DI NOTTE …



Il terremoto vien di notte con ….
Ehm no, quella è un’altra storia, unico fattore comune la notte, o quasi, o meglio, quasi sempre ….
Chissà perché, eccezion fatta per quella mattina del 30 ottobre 2016, il terremoto viene quando siamo più vulnerabili e indifesi, perché incoscienti e sospesi, violentando la nostra intimità e generando un impatto emotivo molto forte, anche perché è diversa la percezione degli eventi notturni. L’ennesima scossa, dopo quella del 4 aprile alle quattro e diciannove di magnitudo 4,0, quella dello scorso 5 aprile alle cinque e undici di mattina, la spallata dello scossone, con una magnitudo di 4,6 Richter, oltre a svegliarmi e spaventarmi con il suo boato, mi aveva fatto capire, anche se non ce ne era bisogno, che un nemico così può colpire quando e come vuole. Continua l’incubo del quale a ora si conosce solo la data d’inizio, la terra trema senza sosta da quel maledetto giorno di fine estate del 2016, era il 24 agosto.
“Ci sta la notte crucca e assassina” cantava De Gregori, ed anche stavolta nel silenzio della notte, inquietante, sinistra, con la precisione cattiva e taciturna dell’imponderabile, la terra aveva digrignato i denti, ruggendo senza pietà dal basso, quasi a voler far sentire il suo grido di dolore o chissà cos’altro… Difficile mantenere la calma, anche se poi a paralizzarti è la paura, e ogni volta pensi “ ecco stavolta la terra ci inghiotte è tutto finito…”. Quando finirà questo trauma, che ormai dura circa venti mesi da quel 24 agosto e diciotto dalle scosse del 26 e 30 ottobre, uno sciame di quasi 90.000 scosse.
Nessuno lo sa e nessuno lo può prevedere, non c'è nessun orologio geologico e nessuna ragione scientifica per cui un terremoto dovrebbe avvenire ad un’ora piuttosto che un’altra. E sicuramente, fino a quanto fino ad ora studiato, la temperatura o l'alternanza del giorno e della notte, sembrerebbero non influenzare quanto succede a chilometri e chilometri sotto i nostri piedi, anche se poi a ben vedere, associare il terremoto alla notte è scontato, visto che quasi tutti quelli più violenti in Italia, sono accaduti o di notte o nel buio, amplificando la nostra paura profonda dell'ignoto. E’ vero il terremoto è vita, sempre ci saranno, però veramente, bastava il pensiero….


lunedì 2 aprile 2018

ITALIANS - GENTE COME NOI

Oggigiorno le tute blu, i cipputi italiani, sono diversi anni luce da quelli degli anni settanta, ottanta, frutto anche della scolarizzazione e dell'avvento delle nuove tecnologie. Un vero e proprio mutamento culturale. Alle otto ore in fabbrica, si alternano passioni, interessi come quelli di Gianluca Tomassoli per la musica, raccontata in questo breve articolo apparso nel primo numero de: "La Voce di Melano", houseorgan dello stabilimento della Whirlpool  Emea e dedicato al nostro collega Leonello Spadoni, prematuramente scomparso a gennaio.

di Stefano Balestra

Italiani popolo di santi, navigatori e….musicisti… E anche sotto la tuta blu (anche se oggi non s’indossa più) di Gianluca Tomassoli, “il maestro”, batte la vivacità artistica e musicale. Gianluca alla sua carriera lavorativa incominciata in Merloni, nel lontano 1994, ha alternato parallelamente quella dell’arte della musica. Una storia musicale nata fin da quando era bambino, infatti, all'età di otto anni iniziò a prendere lezioni di pianoforte in una scuola privata. Gli studi continuarono per diversi anni, fino a che all'età di quindici anni si diplomò in Solfeggio e Teoria della musica al Conservatorio "Morlacchi" di Perugia, tanto da essere il più giovane partecipante agli esami. Negli anni seguenti si dilettò a suonare in diversi gruppi rock, ma il bello doveva ancora venire. Dopo alcuni  anni d’inattività nel 2013 comincia il periodo di maggiore soddisfazione musicale. “Il chitarrista Giuseppe Pierotti, mi chiese di sviluppare una composizione musicale ispirata a Gubbio. Essa doveva servire per accompagnare degli scatti fotografici dall'alba al tramonto della nostra città e fu intitolata Ikuvium Essence”. Questo video fu pubblicato su Youtube, e dato il consenso ricevuto, piacevolmente motivato – il nostro Gianluca - riprese l'attività musicale. Nel 2015, nacque una band chiamata Tompiergam, dove Gianluca suona le tastiere e il basso. L'idea vincente è stata quella di realizzare dei video, dieci in tutto, girati in location affascinanti e a tema, pubblicati poi su Youtube. Abbiamo ricevuto anche degli inviti a suonare in locali e rassegne, non solo nel nostro territorio. E anche se la parte più importante per i musicisti di oggi è, essere presenti su Youtube o sui social, con video interessanti, la band non disdegna anche le performance dal vivo. In tanti anni di lavoro, un’esperienza che ricordo con piacere è quando, durante l’integrazione Albacina- Melano , l’azienda mi ha dato la possibilità di fare il “tutor”, ossia aiutare i colleghi ad imparare il nuovo lavoro. Un’esperienza che mi ha molto arricchito interiormente, facendomi conoscere da e tante persone. Musica… per la mia anima ed il mio essere quotidiano.


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