Con 286 presenze in Serie A e una carriera da record, il guardalinee eugubino blinda il suo posto nell’élite del calcio italiano, tra passione di famiglia e il lavoro quotidiano alla Beko di Melano.
C’è una linea di gesso bianco che
attraversa la storia del calcio italiano, e su quella linea, da quasi
vent’anni, corrono i piedi veloci e gli occhi attentissimi di un pezzo di
Gubbio. Arriva un’altra splendida e strameritata soddisfazione per lo sport
eugubino e umbro: i vertici dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) hanno
ufficializzato la conferma di Matteo Passeri nei quadri della CAN A e B
per la stagione sportiva 2026-2027.
Un traguardo straordinario che proietta l’assistente arbitrale della sezione eugubina "Carlo Angeletti" verso la sua diciannovesima stagione consecutiva nella massima divisione. Una longevità atletica e professionale fuori dal comune per un professionista che, svestiti i panni della divisa arbitrale, da anni concilia i rettangoli di gioco più prestigiosi d'Italia con il suo impiego quotidiano allo stabilimento Beko di Melano. Una doppia vita tra la precisione della fabbrica e il millimetrico tempismo del fuorigioco, vissuta sempre con i piedi ben piantati a terra.
Un cammino da record: la
storia della Serie A passa da lui
La stagione appena conclusa ha visto Passeri tagliare il traguardo dei 286 gettoni di presenza in Serie A. Tra i momenti più emozionanti dell'anno spicca senza dubbio la designazione per Inter-Verona (1-1), match iconico che ha fatto da cornice alla premiazione dei milanesi per la conquista del ventunesimo scudetto.
Ma il percorso di Matteo è costellato di date simbolo. Il 13
aprile 2025, sul prato dell'Olimpico Grande Torino, in occasione del sempre
teso "Derby della Mole" tra Torino e Juventus, aveva festeggiato la
sua gara numero 250 in massima serie. Prima ancora, nel gennaio del 2023,
scendendo in campo al "Franchi" per Fiorentina-Monza, Passeri aveva
timbrato il record storico assoluto di presenze in Serie A per un assistente di
linea. Un cammino d'élite impreziosito anche dalla prestigiosa parentesi da
internazionale, vissuta ai massimi livelli europei e mondiali tra il 2014 e il
2021, come le gare di Champions League Liverpool-Bayern Monaco e Manchester
United- Barcellona, senza dimenticare le finali di Coppa Italia, Supercoppa
italiana in Arabia.
Che si tratti di sfide scudetto, "classiche" del
campionato o derby infuocati, il nome di Matteo Passeri è da anni una garanzia
assoluta per i designatori, che lo inseriscono regolarmente nei cartelli delle
partite più complesse e di prima fascia. Ma ci sono anche partite per le
qualificazioni mondiali ed europee, di Nations League. Per leggere la lista ci
vorrebbe una buona mezz’ora o forse più. Ma ci sono anche riconoscimenti
nazionali per la brillante carriera del buon Matteo.
Nel segno di papà Elvio:
una dinastia sulla linea laterale
Dietro alle bandierine alzate in tempo record e alle decisioni cruciali prese davanti a novantamila spettatori c'è una passione viscerale che affonda le radici nella storia della città dei Ceri. Matteo ha infatti seguito, con dedizione e immenso rispetto, le orme dell’indimenticato papà Elvio Passeri, che prima di lui aveva calcato i campi della Serie A come guardalinee, lasciando un ricordo indelebile nel mondo arbitrale e nella comunità eugubina.
Con questa riconferma, la dinastia dei Passeri, l'orgoglio di
Gubbio e l’ammirazione dei suoi colleghi di lavoro continuano a correre sulla
linea laterale del grande calcio. In un calcio sempre più isterico, urlato,
iper-tecnologico e a volte fin troppo polemico, Matteo resta fedele all’essenza
più pura del ruolo: occhi lucidi, passo costante, concentrazione feroce e la
bandierina pronta a sventolare. Il contatore delle presenze è pronto ad
aggiornarsi ancora: la leggenda continua.
I numeri di una carriera
da sogno
DICIANNOVE Le stagioni consecutive in CAN A e B (compresa la prossima 2026-2027), 286 Le presenze complessive accumulate finora in Serie A, SETTE Gli anni passati a sventolare la bandierina sui campi d'Europa e del mondo come Internazionale (2014-2021).
E l’esempio di Matteo e la bontà della scuola di
Gubbio,autentica fucina di eccellenze arbitrali, dà i suoi frutti. Infatti nel
giorno della sua riconferma, c’è stata la promozione nella Can A e B di Matteo
Lauri trentenne talento anche lui di Gubbio. E sicuramente Matteo saprà
dispensare a Lauri i giusti consigli per una carriera di prestigio.
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