venerdì 20 dicembre 2013

NON SARA' NATALE...



L'ATMOSFERA MAGICA DEL NATALE CHE SI AVVICINA NON BASTA A CANCELLARE IL RICORDO CHE HO DI TE, INCANCELLABILE, MIO PICCOLO AMICO CHE NON CI SEI PIU', CHE SEI VOLATO SUL PONTE DELL'ARCOBALENO. NON SARA' NATALE SENZA DI TE...

sabato 7 dicembre 2013

ANNUNCIAZIONE DI LORENZO LOTTO (1532) CON MICIO...



Annunciazione
Eseguita poco dopo il 1530 e destinata in origine a decorare l’Oratorio della confraternita di Santa Maria dei Mercanti a Recanati, la tela esemplifica al più alto livello il particolarissimo approccio al tema sacro che sempre contraddistingue le opere del pittore veneziano.
Rinnovando radicalmente l’iconografia della scena, Lotto raffigura infatti la Vergine in atto di volgersi verso lo spettatore, al fine di renderlo partecipe dello smarrimento suscitato dall’improvvisa incursione nella sua stanza dell’Angelo annunciante che, con i capelli ancora sollevati dal vento, si rivolge a Lei con uno sguardo concentrato, indicando con un gesto perentorio il “mandante” della sua decisiva missione, vale a dire il Padreterno.
L’episodio risulta così restituito in tutta la sua folgorante immediatezza, come in un’istantanea capace di rivelare le più intime reazioni emotive dei protagonisti e di fissare con sguardo attento la verità quotidiana dell’avvenimento, evocata non solo dalla descrizione analitica degli oggetti e degli arredi domestici che connotano la camera di Maria (dall’inginocchiatoio sul quale è posta la Vergine, alla clessidra appoggiata sullo sgabello in secondo piano, ai libri collocati sullo scaffale), ma anche dal sorprendente dettaglio del gatto che fa capolino al centro della scena, spaventato anch’esso dall’arrivo inaspettato dell’Angelo.
Un accento di verità quel gatto che ha un precedente a Loreto nel rivestimento marmoreo della Santa Casa. Nell’episodio dell’Annunciazione che compare sul lato ovest del sacello, Andrea Sansovino negli anni 1521-’23 introduce un gatto che si volta a guardare quello che succede alle sue spalle. Nonostante il tono del Sansovino sia molto più compassato di quello del Lotto e la posizione del gatto sia molto più marginale rispetto al nucleo della composizione, è evidente che la funzione attribuita all’animale sia la stessa, così come appare una citazione l’asciugamano che scende alle spalle della Vergine e lo scatto direzionale dell’Eterno.

giovedì 28 novembre 2013

QUANDO UNA STELLA MUORE...FA MALE


Cambia il cielo
Cambia la musica dell'anima
Ma tu resti qui con me

Tra lo stomaco e i pensieri più invisibili
e da li non te ne andrai

La vita cambia idea, cambia le intenzioni
e mai nessuno sa come fa

Quando una stella muore
Che brucia ma non vuole
Un bacio se ne va
l'universo se ne accorgerà
Quando una stella muore fa male, fa male

Troppe notte sotto agli occhi porto livide
ho imparato a modo mio
a leccarmi le ferite più invisibili
perchè è così che si fa

Ma la via cambia idea e cambia le intenzioni
e mai nessuno sa come fa

Quando una stella muore
che brucia ma non vuole
un bacio se ne va
l'universo se ne accorgerà
quando una stella muore, fa male

a metà tra il destino e casa mia
arriverà la certezza che non è mai stata colpa mia
non è stata colpa mia

Un bacio se ne va
l'universo se ne accorgerà
quando una stella muore
fa male 

sabato 9 novembre 2013

CI SONO FERITE LANCINANTI CHE IL TEMPO NON LENISCE....

SI DICE, "IL TEMPO CURA TUTTE LE FERITE", MA QUESTA VOLTA NON VALE MIO PICCOLO AMICO... NON CI SEI PIU' MA E' COME SE CI FOSSI, LA TUA OMBRA E' COME SE VAGASSE PER CASA, I TUOI GESTI, SONO LI INDIMENTICABILI, LE COCCOLE PURE..E' COME SE FOSSI DENTRO LA CESTA CON SILVESTRO, CHE DA BUON FRATELLO, NON SMETTE DI CERCARTI. 
La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace. (Sant’Agostino).

martedì 29 ottobre 2013

RICORDO DI UN AMICO CHE NON C'E' PIU'...

MIO PICCOLO AMICO, SE LE LACRIME ED I RICORDI FOSSERO UNA STRADA, LA PERCORREREI PER RIPORTARTI INDIETRO...

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