mercoledì 23 dicembre 2015

BUON NATALE!!!




AMICHE ED AMICI UN AUGURIO PER UN CALDO E SERENO NATALE A VOI E AI VOSTRI PICCOLI AMICI CHE QUOTIDIANAMENTE RIEMPONO DI GIOIA LA NOSTRA VITA. UN PENSIERO ANCHE A TUTTI I PICCOLI CHE SONO VOLATI SUL PONTE DELL'ARCOBALENO.

domenica 20 dicembre 2015

NON SARA' NATALE.....


L'ATMOSFERA MAGICA E INCANTATA DEL NATALE CHE SI AVVICINA NON BASTA A CANCELLARE IL RICORDO CHE HO DI VOI, MIEI PICCOLI AMICI CHE NON CI SIETE PIU', CHE SIETE VOLATI SUL PONTE DELL'ARCOBALENO. DOPO TANTI ANNI SARA' IL PRIMO NATALE SENZA DI VOI, SENZA IL VOSTRO CALORE, SENZA LE VOSTRE COCCOLE. NON SARA' NATALE SENZA DI VOI.. 

martedì 8 dicembre 2015

GOOD NEWS, BELLE NOTIZIE.... CHE APRONO IL CUORE...



Tante volte ci fanno piangere e disperare perchè stanno male o volano sul ponte dell'arcobaleno i nostri piccoli amici, creature con le quali abbiamo condiviso un bel pezzo della nostra esistenza, fatta di gioie e dolori...
Ma a volte anche loro ricambiano il bene che a loro vogliamo, con gesti, che nella loro semplicità ed unicità, colpiscono il cuore...
Questo ritaglio di giornale mi è da sempre rimasto nel cuore e nella mente e lo conservo e ogni volta che lo riguardo, la sensazione di stupore mi lascia senza parole....
Come dimenticare oppure la vicenda del piccolo gattino Toldo, legato a tal punto al suo padrone Renzo che, dopo la sua morte, tutti i giorni si reca “a trovarlo” al cimitero del piccolo paese di Montagnana, in provincia di Pistoia. Il percorso verso la tomba di Renzo, il gatto lo ha imparato seguendo tutti i giorni la vedova Ada. E’ stata la stessa donna, tuttavia, ad accorgersi di un fatto alquanto strano: il piccolo Toldo, infatti, spesso porta con sè e deposita sulla tomba rami secchi, foglie, fazzoletti, bicchieri di plastica e altri oggetti. Quasi fossero dei doni per il padrone ormai scomparso.



Come il caso del pastore tedesco Ciccio, “adottato” dalla parrocchia di Santa Maria Assunta nel paese di San Donaci, in provincia di Brindisi, dopo la morte dell’anziana padrona Maria. Abituato ad accompagnarla tutti i giorni in Chiesa e a rientrare a casa con lei dopo la messa, per mesi dopo la sua morte Ciccio ha continuato ad attendere Maria, prima fuori e poi all’interno dell’edificio. Il parroco gli ha addirittura concesso di stare dentro la Chiesa durante la funzione e gli ha creato uno spazio apposito nel sagrato, dove riceve quotidianamente le cure e le attenzioni dell’intera comunità del paese. Ma scorrendo internet, queste struggenti storie di amore incondizionato tra umano e amico a quattro zampe, se ne possono trovare tantissime, facendo forse ricredere chi pensa che gli animali non abbiano un'anima e non siano esseri senzienti...



giovedì 12 novembre 2015

NESSUNO MUORE SULLA TERRA FINCHE' VIVE NELLA MEMORIA DI CHI RESTA....


E' passata una settimana mio piccolo amico da quando sei volato sul ponte dell'arcobaleno, vinto dalla malattia...
Casa senza la tua presenza è una casa vuota, troppo vuota, tremendamente vuota... Tutti i nostri piccoli gesti quotidiani compiuti per te ci mancano e ci fanno rimpiangere la tua dipartita... Ma ci mancano anche tutti quelli affettuosi che tu compievi per noi, le coccole, le fusa, le festicciole che ci facevi al nostro ritorno tra le mura…
Mi aspettavi a qualsiasi ora, se ero triste restavi al mio fianco e mi confortavi. Mi guardavi negli occhi e sapevi dirmi tante cose pur non sapendo parlare. Le mie giornate sarebbero state tutte uguali se non ci fossi stato tu a renderle speciali….
Ma anche se non ti vediamo più, non sei fuori dai nostri pensieri, dai nostri ricordi, anzi….
Ogni piccolo rumore mi fa sperare che tu all'improvviso riappaia davanti ai nostri occhi festoso e gioioso….
Averti avuto accanto, per un periodo delle nostre esistenze, è stato un punto di riferimento, una sicurezza, una lucina, sul quale ho sempre potuto contare ed imparare.

Quando guardavo nei tuoi occhi, vedevo un'anima, un amico, che ha lasciato le sue impronte sul mio cuore...per sempre...

mercoledì 11 novembre 2015

mercoledì 4 novembre 2015

A FRIEND IS FOREVER.... UN AMICO E' PER SEMPRE....


Un amico è per sempre, nella buona e nella cattiva sorte...Mio piccolo amico, vederti lottare per la vita, così piccolo e indifeso mi fa stare male, tanto male... Un esserino buono come te non merita tutto ciò... Quando ci hanno detto la malattia che avevi, ci è crollato il mondo addosso, tanto non riuscivamo a capacitarci. Ti stiamo vicino, ti stiamo facendo tutto il possibile per curarti nella speranza che tu possa riprenderti e tornare ad essere quella lucina che illumina le nostre giornate... Le tue fusa, le tue coccole il tuo calore che ora non ci dispensi più ci mancano da morire... Anche il tuo sguardo, ora dolorosamente assente ci manca da morire.. Queste settimane di dolore che stiamo condividendo insieme, ci stanno provando duramente, ma d'altronde quattordici anni passati insieme, vissuti in simbiosi, fanno di te un membro della nostra famiglia. Forse non tutti capiranno queste parole e le sensazioni e il dolore che trasudano, ma "i figli so' piezz' e core"...

sabato 24 ottobre 2015

JULIO VELASCO: LE CARATTERISTICHE DEL LEADER


C'era una volta una nazione, l'Italia che navigava con mediocrità nel mondo della pallavolo. Poi arrivò un argentino, dalla personalità profonda, che passò anche per le Marche e cominciò l'epopea dell'oro della pallavolo italiana. Ma oltre ad essere un grande allenatore, Julio Velasco è un grande motivatore, un grande conoscitore dell'animo umano, in grado di far risaltare anche gli aspetti più reconditi del carattere dei suoi giocatori di quella meravigliosa ed inimitabile squadra. 
Velasco ci parla dei 5 punti che un leader deve assolutamente avere per essere tale:

1
Un leader deve innanzitutto essere se stesso e questo vale anche per le donne. Quello che non funziona di sicuro è chi vuole essere quello che non è, perché gli altri se ne accorgono subito.
Un leader che si propone come leader e poi risulta che dietro non c’è, perché è apparenza, non funziona. Non è detto che il leader debba essere un duro sempre: c’è chi lo è – Velasco è abbastanza duro con la squadra, per esempio – ma ci sono grandissimi allenatori che non sono così, però sono se stessi, hanno un altro modo di approcciarsi ai giocatori che dà loro gli stessi risultati e funzionano lo stesso. L’importante è che siano se stessi.

2
Un leader deve essere autorevole: deve sapere molto di quello di cui parla, sapere i particolari, non parlare con schemi preconfezionati, perché gli altri si accorgono anche di questo.
Quando uno sa, non ha paura che gli facciano domande, non ha problemi a discutere della cosa, non cerca di ridurre tutte le situazioni allo schema preconfezionato. Si apre alle diverse situazioni, perché il tema lo conosce bene.
Se non conosciamo bene il tema, ci dobbiamo mettere a studiare, ascoltare gli altri che magari hanno più esperienza, che magari sono sotto di noi nella gerarchia, ma che hanno esperienza.

3
Un leader deve essere giusto
L’idea di giustizia, per Velasco, è importantissima. Agli occhi della squadra, il leader deve essere e sembrare giusto.
Perché sembrare? Perché tutti hanno ragione, dipende dal punto di vista.
Il leader deve pensare a tutte le cose che capitano nella squadra – tenendo il filo di tutto – e ricordarle, perché quando siamo leader, capi di organizzazioni, magari non diamo ad esse molta importanza.
Ed, invece, un fatto che per il leader è trascurabile ha magari una grandissima importanza nel collaboratore, e il leader lo deve tenere presente, in modo che il collaboratore riconosca il suo modo di gestire.

4
Un leader deve combinare la grande esigenza in certe cose con l’aiutare quando ci sono problemi .
Il leader è l’elemento di motivazione, perché è lì che controlla, chiede, pretende, etc, ma deve anche rendersi disponibilie, quando i problemi li ha un suo collaboratore.

5
Un leader deve coltivare il senso di appartenenza.
Il senso di appartenenza, che preoccupa molto le aziende (e anche i club sportivi), nasce per questioni affettive, non tecniche, non di quantità di tempo che sono in un posto. E’ necessario creare creare con i collaboratori situazioni di affettività , che siano compatibili con le situazioni di grande esigenza. Quanto? Quanto basta.
Se il leader è troppo affettivo e non c’è sufficiente richiesta ed esigenza, si creano quelle situazioni di troppa confidenza che non fanno rendere al massimo; se, invece, non c’è anche affettività su certe cose, non si crea senso di appartenenza, i collaboratori non danno il massimo. E per affettività si intendono anche e le piccole cose.

Guardare le cose anche dalla prospettiva dell’altro, non solo dalla mia parte, è fondamentale: l’affettività crea senso di identità, senso di appartenenza.

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