mercoledì 28 settembre 2022

FABRIANESI SULLA VIA DEI BORGHI SILENTI

 di Stefano Balestra

Sauro Verdini, “the pelican” per gli amici, dipendente dello stabilimento Whirlpool di Melano - Marischio, dopo i due Cammini di Santiago de Compostela in mountain bike, del 2018 e 2019, si è rimesso in gioco. Questa volta, l’ha fatto, però, scendendo, eccezionalmente in quest’occasione dalla sua due ruote dalla quale non si separa mai, in una specialità per lui nuova...


Questa volta a piedi nel "Cammino dei Borghi Silenti", da vero pellegrino, insieme con altri due fabrianesi, Marino Brunetti e Paolo Gigli, due grandi camminatori. Un evento abbastanza giovane essendo stato creato nel 2019, un perfetto connubio tra natura, storia, paesaggi mozzafiato e sapori antichi. Sauro, Paolo e Marino, zaino in spalla, in quattro giorni, hanno percorso novantacinque chilometri per completare il percorso ad anello, impiegando trentadue ore, per un dislivello di 2670 metri e 135260 passi, uno dietro l’altro da Tenaglie a Tenaglie, un piccolo borgo vicino al lago di Corbara in Umbria, camminando su strade sterrate, sentieri di montagna. E come dice il nome stesso, questo percorso tocca diversi borghi antichi rimessi a nuovo molto caratteristici e molto panoramici, in più si passa anche nella "la tenuta dei ciclamini" dove Mogol ha aperto una sorta di università della musica e ruota attorno al Monte Croce di Serra, il punto più alto dei monti Amerini, compreso nei comuni di Montecchio, Guardea, Avigliano Umbro e Baschi.

I tre “camminatori”, lungo il percorso, immerso in una natura rigogliosa e intatta, in un silenzio rilassante, con il camminare slow che ti fa sentire sospeso nel tempo, hanno incontrato anche ruderi romani, castelli ed eremi misteriosi, che li hanno accompagnati nella scoperta, di uno dei luoghi più affascinanti dell’Umbria, ma forse ancora lontano, ma sicuramente non meno bello dei luoghi della vicina Umbria, più conosciuti dal turismo di massa. Un cammino simile, ai più noti  Cammino di Santiago de Compostela in Spagna e alla via Francigena.


“In questi quattro giorni – dice Sauro- in un clima cameratesco, abbiamo condiviso tutto, camera da letto, pranzo, cena, acqua, e nel mio caso – dice sempre Sauro- anche gli utilissimi antidolorifici e antinfiammatori”.

Cosa ti resta di quest’avventura?  “Calarsi fisicamente e psicologicamente in eventi del genere, ti permette di creare uno scambio e una connessione autentica anche oltre che con questi luoghi magnifici, anche con chi cammina al tuo fianco e mi ha permesso di avere rafforzato, grazie anche alla dimensione tranquilla, che ti permette di ritrovare pace e serenità dalla stressante vita quotidiana di oggigiorno - dice Sauro- l'amicizia con Marino e avere conosciuto una persona speciale come Paolo”.

“Forse in futuro potremmo tentare qualche altra avventura – termina Sauro- ci stiamo organizzando”.

venerdì 16 settembre 2022

BUON COMPLEANNO PRESIDENTE!!!


Nonostante queste ore difficili per le nostre comunità, si alza forte il grido di augurio per Francesco Merloni che domani sabato 17 settembre compirà 97 anni. A farglieli, sono  le maestranze del sito di Genga, uno di quelli storici dell'epopea merloniana. A stringersi forte intorno al fondatore e il presidente onorario di Ariston Group, guidata dal figlio Paolo, per gli auguri di buon compleanno, ma anche di una buona guarigione, poiché Francesco è ancora in convalescenza a causa dell’infortunio occorso qualche settimana fa mentre era in vacanza in Sardegna, tutti i lavoratori, dal direttore della fabbrica Giacomo Donati, all’HR, il responsabile delle risorse umane, Fabrizio Malizia, ai delegati Rsu, Filippo Siciliano, Vincenzo Capitanelli e Paolo Orazi, che hanno tappezzato una bandiera con tutte le loro firme e gli auguri.

Un legame che negli ultimi anni si è fortemente rinsaldato come dimostrato anche dal calore e dall’affetto espresso anche nel 2020 in occasione del covid che aveva colpito Francesco. Un angolo di mondo industriale dove tra la globalizzazione, la post- globalizzazione e scenari mondiali a tinte fosche, il rapporto di lavoro, trova un sincretismo che lo pone al di la del semplice assioma padrone operaio. E come tutte le famiglie degne di questo nome, quando c’è una ricorrenza, ci si fanno gli auguri, che in certi momenti della vita hanno un significato e un calore particolari….

STEFANO BALESTRA

lunedì 15 agosto 2022

SUCCESSO PER LA 38^ EDIZIONE DELLA SAGRA DELLA LUMACA A CANCELLI


La sagra della lumaca di Cancelli di Fabriano, più forte della pandemia. I due anni di stop imposti dal Covid non hanno, infatti, fermato il consueto successo della sagra della lumaca di Cancelli, manifestazione organizzata dal CRAL " Domenico Bilei" e giunta alla sua 38^ edizione. La quattro giorni culinaria, svoltasi dal 4 al 7 agosto scorso, grazie all'ottima tradizione mangereccia dell'ottimo cibo preparato con sapienza e maestria dalle donne locali, il vero piatto forte della sagra, ha richiamato, complice il caldo di quest'estate e la voglia di tornare a divertirsi numerosissime persone, anche dalla vicina Umbria, ma anche dal maceratese, dal pesarese e dall'anconetano, che hanno gustato le succulente e prelibate pietanze, su tutte la regina, la lumaca piatto povero ma apprezzatissimo, ma anche l'ottimo castrato, le tagliatelle Montemaggio, ma anche ballato e socializzato a ritmo di musica per tutti i gusti.

STEFANO BALESTRA

TENNIS - GRANDE SUCCESSO PER IL TORNEO OPEN DI SASSOFERRATO


Stefano Baldoni (cat 2.2) è il trionfatore del 9° Open di Sassoferrato "Memorial Lucio Montecchiani". Il tennista umbro, che succede nell’albo d’oro al siciliano Luca Potenza, vincitore nel 2021, ha sconfitto in finale Federico Campana (cat.2.1) 75 62, di fronte ad un grande pubblico. Nella finale di terza categoria successo Edoardo Tommasi del Tennis Club Cantiano ha sconfitto Daniele Giori del Tennis Club Castelraimondo 75 63. Nella finale di quarta categoria Daniele Lattanzi dello Janus Tennis Club Fabriano ha battuto Mattia Bernardini del Tennis Club Matelica 60 60. Sono state belle giornate al Tennis Club Sassoferrato A.S.D. cui hanno preso parte anche il presidente della FIT Marche Emiliano Guzzo e il Presidente del CONI Fabio Luna.

La kermesse organizzata dal tennis club ASD di Sassoferrato, con il patrocinio del comune di Sassoferrato, è il più importante evento tennistico delle Marche e uno dei più importanti in Italia per la tipologia Open, con un ricco montepremi di 10.000 euro, con ospitalità dagli ottavi di finale in poi. Ma il successo di quello che può considerarsi un evento non solo sportivo del comune sentinate, è derivato anche dall’ospitalità che ha accolto atleti e pubblico per tutte le serate della manifestazione, con eventi gastronomici e di socializzazione.

STEFANO BALESTRA

TORNA LA SAGRA DELLA LUMACA A CANCELLI DI FABRIANO


Dopo due anni di stop a causa del Covid, torna la Sagra della lumaca a Cancelli che è giunta alla sua 38^ edizione. Dal 4 al 7 agosto prossimo, la simpatica frazione fabrianese si popolerà di tanti appassionati della buona cucina, desiderosi di riassaporare le famose e gustose lumache di monte, le tagliatelle Montemaggio, la grigliata, il pesce, gli gnocchi al sugo d’oca, castrato, crescia, affettati, panini, bruschette, frittelle, ciambelle, insomma qualsiasi pietanza in grado di accontentare anche i palati più sopraffini, che in tanti anni, hanno saputo apprezzare le leccornie sapientemente preparate dalle donne cancellane, il vero segreto del successo di questa kermesse che sarà allietata in ogni serata da ottima musica, giochi, in grado di far passare qualche ora spensierata in questa calda estate 2022.  Buon divertimento a tutte e a tutti!

STEFANO BALESTRA

mercoledì 27 luglio 2022

FABRIANO, BASKET E VINCISGRASSI…

Testo di STEFANO BALESTRA

Ma questi sono i vincisgrassi o le lasagne? Nasce da questa domanda, da questa battuta, l'idea di scrivere quest’articolo discettando su un piatto tanto caro ai marchigiani, i vincisgrassi, e le emiliane lasagne, e non solo.

(Nunzi con il numero 4 ,
da Superbasket dell'epoca)

Il tutto su Facebook, io a Fabriano e il mio interlocutore a oltre 9000 km di distanza, a Portland, in Oregon, sulla west coast, la costa occidentale, sull’oceano Pacifico, negli Stati Uniti. L'interlocutore si chiama Vincenzo Nunzi che in gioventù, all'inizio degli anni ottanta, poco più che ventenne, Alberto Bucci volle con se proveniente dal fiorente vivaio di San Giovanni Valdarno, per costruire la squadra che poi in due anni avrebbe regalato a Fabriano la serie A1. Era la stagione 1980-81, quella della promozione in serie A1 sfuggita per un soffio.

La storiografia racconta di come fosse stato l'acquisto più costoso all'epoca dell’Honky, fu pagato, infatti, 100 milioni di vecchie lire. Vincenzo, classe 1961, nativo di Pontassieve nel fiorentino, fece un salto dalla serie C alla serie A2. In realtà Vincenzo, rientrò nell'affare tra San Giovanni Valdarno e Fabriano che vide approdare in riva al Giano, l'anno precedente il play Francesco Mannella. Era un prospetto interessante, veniva da un vivaio di altissimo livello come quello di San Giovanni Valdarno, che nel 1976 si era fregiato del titolo italiano Cadetti e scelse Fabriano, anche se c'era l'interessamento forte nei suoi confronti da parte di Verona. Poi la carriera di Nunzi dopo Fabriano è stato un susseguirsi di squadre tra l'Emilia Romagna a Forlì, dove si trasferì nel campionato 1982-83, insieme all’idolo dei tifosi fabrianesi Leonardo Sonaglia, la Toscana a Siena e le Marche a Porto Sant’Elpidio e Civitanova.

CHE RICORDI HAI DEL PERIODO DI FABRIANO?

“Abbiamo vissuto, ho avuto la fortuna di vivere un periodo d'oro per il basket italiano forse non pienamente colto all'epoca. Ho dei ricordi splendidi, meravigliosi, un grande rapporto con le persone, si viveva da Dio, anche il gruppo della squadra era cementato. Eravamo tutti amici, il buonumore accompagnava la squadra, mi ricordo ancora ad esempio le torture del professor Franco Rosei, il preparatore atletico della squadra, ma era la giusta conseguenza per gli obiettivi che volevamo raggiungere. L'obiettivo della squadra andava oltre. La squadra, il collettivo era quello che contava, Bucci sapeva tenerci sempre su di giri e avevamo una serenità di spirito che era una delle armi i più.  Unico rammarico personale, dal punto di vista professionale, aver giocato nei due anni a Fabriano poco o niente, ma Alberto Bucci, grande allenatore, grande persona,  aveva una visione non espansiva nei confronti di noi giovani, preferiva affidarsi ai più collaudati e navigati elementi con esperienza. La squadra era stata costruita da Alberto, con un’idea ben precisa… vincere… E così avvenne. Personalmente ho imparato a stare in un gruppo affiatato, cementato, unito tipo uno per tutti e tutti per uno, sono rimasto in contatto con Alessandro Gambelli (recentemente scomparso n.d.r.), ma anche con Maurizio Lasi, Massimo Casanova, Mark Crow, Gianni Tassi con i quali ci sentiamo spesso e volentieri”.

“Per me Fabriano, per la mia filosofia di vita, era un posto idilliaco, io amante della natura mi trovavo spesso a passeggiare sul monte Cucco, oppure sul Catria, oppure essendo amante del cibo anche a Gubbio e zone limitrofe. Ancora ricordo con grande piacere il calore dei fabrianesi, eravamo adorati perché avevamo portato l’interesse per il grande basket, in una zona che era priva di attrazioni cestistiche di alto livello”.  All’epoca Fabriano era definita la Cantù dei poveri, riusciva a portare il 10% della popolazione nelle gare casalinghe e spesso e volentieri, 500 appassionati assistevano agli allenamenti della band di Bucci.

“Spesso e volentieri – ricorda Vincenzo- la domenica mattina dopo la messa facevamo la passeggiata per il corso quando si giocava in casa e mi ricordo che in più di un'occasione s’incontrava Vittorio Merloni che ti chiedeva come stavi, come andava, incredibile, veramente incredibile”.

 “Una volta erano ospiti i miei genitori e a mio padre capitò di parlare con il signor Vittorio Merloni e ne rimase letteralmente entusiasta, non capitava tutti i giorni di parlare a tu per tu con quello che era all’epoca il presidente di Confindustria”.

Vincenzo oltre al basket aveva un'altra passione e un altro talento che era quello della cucina. Cosicché nel 2014 si trasferì negli Stati Uniti d'America dapprima a Dallas e poi a Portland, dove ha lavorato in ristoranti gestiti da italiani. Poi ecco il lockdown per il covid, durante la pandemia Vincenzo in quei periodi che comunque il governo americano aveva supportato economicamente, con dei ristori efficaci, decise di cambiare radicalmente il proprio mondo del lavoro e di mettersi in proprio. Lavorando per privati, per aziende, ma anche per chi vuole ed ha piacere di capire anche la cucina italiana fino in fondo. Recentemente è stato invitato in una scuola, per raccontare la cucina italiana.


Ed ecco che anche qui riaffiorano i ricordi dei periodi passati a Fabriano e nel centro Italia. “A Fabriano mangiavo spesso al ristorante La Marchigiana, esiste ancora? facevano dei vincisgrassi che me li sogno ancora la notte... Così come mi sogno il ciauscolo, ma è impossibile da importare in America per le restrizioni profonde. Vorrei provare a rifarlo per conto mio, così come faccio per le salsicce toscane, ma non è semplice trovare gli ingredienti, cercherò di farlo aggiustando i sapori”.

“Ma le cose che cerco di fare apprezzare agli americani sono anche il coniglio in porchetta, la crescia sfogliata di Urbino, la crescia con il formaggio, i ravioli alla marchigiana, il pesce come ho imparato ad apprezzare a Civitanova e a Porto Sant'Elpidio con il padellone e la matriciana, rivisitata e che ho chiamato con il nome de l' amarchigiana”.

“Un lavoro costante e quotidiano, per cercare di far capire chi siamo e cosa è la nostra cucina, anche se non è semplice da parte degli americani capire certi piatti. D'altronde Portland è riconosciuta come la città americana del cibo, della gastronomia, tanto da essere gemellata dal 2003 con Bologna e nei supermercati di questa metropoli il cui conglomerato urbano raggiunge complessivamente i 3 milioni di anime, si possono trovare abbastanza facilmente anche dei vini italiani.

“La cucina che propongo qui in America, è connessa con la mia esperienza "baskettara" e in parte "spirituale" (Assisi/Umbria)....quel Crinale, dove si incontrano, Romagna, Toscana, Umbria e Marche....”

In pratica un ambasciatore, un divulgatore della cucina italiana e di quella fabrianese e  marchigiana in America.

“Io e mia moglie Deborah, abbiamo in mente di fare un lungo viaggio in Italia, verso ottobre di quest’anno, vorrei fargli conoscere anche i luoghi in cui ho sviluppato la mia carriera di giocatore. E sicuramente una puntatina la dedicherò anche a Fabriano”.

NONA EDIZIONE DEL TORNEO OPEN DI SASSOFERRATO


Torna il tennis di alto livello a Sassoferrato con la nona edizione del torneo Open Città di Sassoferrato "Memorial  Lucio Montecchiani", che si svolgerà dal 27 luglio al 12 agosto presso i campi del circolo cittadino di  tennis del Comune sentinate . L'unico tabellone sarà riservato al singolare maschile con un ricco montepremi di 10.000 euro, con ospitalità dagli ottavi di finale in poi.

La kermesse organizzata dal tennis club ASD di Sassoferrato, con il patrocinio del comune di Sassoferrato, è più importante evento tennistico delle Marche  ed uno dei più importanti in Italia a livello Open, ossia aperto a tutte le categorie tennistiche. Saranno tante ed entusiasmanti le sfide per cercare il successore nell’albo d’oro del siciliano Luca Potenza (cat. 2.1) che aveva primeggiato nel 2021 sul laziale Gabriele Noce (cat. 2.2). Numerose ed iniziative parallele in grado di intrattenere il numeroso pubblico che assisterà entusiasta alle sfide tennistiche, il 5 agosto si svolgerà una cena di pesce, preparata dallo chef Alessio Bigoni, in collaborazione con Marester Style il cui ricavato sarà devoluto al Comitato della Croce Rossa di Sassoferrato, e che sarà replicata la sera successiva, invece dal 7 al 12 agosto ogni sera saranno aperti presso i campi di gioco gli stand gastronomici , con stuzzichini del territorio che farà non da cornice alla manifestazione per socializzare in compagnia e in grado di deliziare di prelibatezze il pubblico.

 

STEFANO BALESTRA

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